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Le tecnologie mobili
estendono l'intelligenza
dei pc a palmari e
smartphone,
garantendo prestazioni
di altissimo livello.
Questa newsletter
nasce dalla volontà
di far conoscere
novità e anticipazioni
dell'universo Mobile
attraverso una
selezione delle notizie
più significative.
Attraverso la nostra
esperienza nello
sviluppo di programmi
dedicati alle
performance elaborative
in formato tascabile,
unitamente alla
conoscenza di quelle
che sono le esigenze
dei mercati,
cercheremo di offrirvi
un servizio informativo
su prodotti, eventi,
soluzioni, testimonianze,
analisi di mercato,
accordi strategici
manifestazioni.
Insomma: su tutto
quanto fa Mobile!

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La Grande
distribuzione
organizzata è
una realtà in
cui sfida e
competitività
si toccano ogni
giorno con mano.
Tanti operatori,
una miriade di
brand, packaging
per tutti i
gusti: la mole
di informazioni
da raccogliere
per elaborare
strategie di
marketing
vincenti si
intensifica per
quantità e
qualità. Ogni
fattore,
infatti, può
costituire una
variabile capace
di fare la
differenza ed è
qui che i
promoter
svolgono un
ruolo primario,
in quanto
consulenti alla
vendita capaci,
che sfruttando
strumenti di
orientamento
delle preferenze
degli acquirenti
incentivano i
consumatori
all'acquisto di
determinati
prodotti
all'interno di
punti vendita
della Gdo. A
differenza di
negozi e
botteghe, i cui
gestori riescono
ad avere un
contatto diretto
con i propri
clienti, nella
Gdo l'acquirente
deve essere
attirato verso
l'acquisto di
certi prodotti
mediante
l'utilizzo di
quelle leve
psicologiche
capitalizzate
nelle tecniche
di
merchandising.
Come?
Ottimizzando il
display dei
prodotti,
valorizzando e
mantenendo
l'assortimento,
collocando
strategicamente
il materiale
pubblicitario ma
anche preparando
offerte
promozionali e
organizzando
stand
dimostrativi
temporanei.
Senza contare
che il
merchandiser è
la testa di
ponte della
proattività di
un'azienda
fornitrice,
effettuando
direttamente sul
campo diverse
rilevazioni a
supporto
dell'attività
commerciale. Tra
queste, la
verifica
dell'esposizione
della merce, per
validare se è
quella pattuita
in sede di
contratto con il
punto vendita,
ma anche la
raccolta dei
dati relativi ai
propri prodotti
e su quelli
della
concorrenza a
partire dai
prezzi alle
offerte fino ad
arrivare allo
stato
dell'assortimento.
"PalmoMerchandiser
è il nome del
programma per
palmari che
abbiamo
sviluppato per
potenziare le
strategie di
marketing -
racconta
Maurizio
Moretti,
amministratore
delegato di
PalmoSoft -.
Rispondendo a
una precisa
richiesta di
alcuni clienti
che avevano
necessità di
dotare i
promoter di uno
strumento
pratico, facile
da utilizzare e
al contempo
capace di
elaborare
rilevazioni a
fini statistici
avanzate oggi il
successo della
soluzione è
diventata una
tecnologia di
riferimento nel
panorama
nazionale. Una
referenza per
tutti è Acqua
Lete e Prata".
Grazie
all'automazione
del processo di
acquisizione
delle
informazioni,
con
PalmoMerchandiser
l'azienda può
lavorare con i
dati anagrafici
dei punti
vendita e con i
dati dei
prodotti
aggiornati,
determinando in
tempo reale le
proprie mosse.
La soluzione
PalmoSoft
consente di
effettuare
rilevazioni
statistiche su
una variegata
gamma di
prodotti
all'interno dei
punti vendita,
offrendo pieno
controllo e
supervisione di
diversi marchi e
di packaging
differenziati.
PalmoMerchandiser
permette di
semplificare e
velocizzare
l'inserimento di
ogni dato
relativo al
prodotto ed è
completamente
guidata sia
attraverso il
riconoscimento
dei caratteri
(Graffiti) che
mediante
un'apposita
tastiera
virtuale. Nel
caso il prodotto
non sia
presente,
PalmoMerchandiser
ha un database
con la codifica
di tutte le
varianti: se
l'articolo è o
meno in
assortimento,
qual è la data
di scadenza, se
è presente e,
nel caso non lo
sia, la
rilevazione ne
registra lo
stato: se a
magazzino ed è
in attesa di
essere
scaricato, se è
in fase di
riordino, se
l'ordine è in
arrivo e via
dicendo.
Un'azienda
fornitrice può
ottimizzare la
propria supply
chain dotando la
rete vendita di
PalmoAgenti, la
versione mobile
per la gestione
degli ordini e
delle commesse
che consente i
generare un
circolo virtuoso
della
produttività
aziendale,
azzerando quelle
tempistiche
operative che
più incidono
sul business
quotidiano della
Gdo.
Idc ha condotto una ricerca sui livelli
di connettività aziendali, intervistando un panel 2400 individui di
17 Paesi del mondo. I risultati dell'indagine, sponsorizzata da Nortel,
sottolineano come stia letteralmente esplodendo una cultura della
connettività: gli esperti, infatti, hanno rilevato come si stia
verificando non solo un'accelerazione del processo di adozione delle
tecnologie in azienda, con un conseguente impatto sul business e
investimenti It, ma anche una richiesta sempre crescente di livelli di
connettività 'sempre e ovunque' da parte della forza lavoro globale.
Il16% degli utenti intervistati è già "iperconnesso" in
quanto utilizza una grande varietà di dispositivi e fa un uso
intensivo di applicazioni innovative nel campo delle comunicazioni,
che vede in testa smartphone, laptop e Pda. L'utente iperconnesso
utilizza un minimo di sette dispositivi per attività lavorative e
personali, oltre ad almeno nove applicazioni quali Instant Messaging (Im),
Sms, Web conferencing e social network. Un altro dato significativo è
il profilo degli individui definiti "sempre più iperconnessi":
questo gruppo di utenti pesa per il 36% e impiega un minimo di quattro
dispositivi per le proprie attività lavorative e personali,
avvalendosi di sei o più applicazioni. Con l'aumentare delle
capacità di questa categoria e tenendo conto della conseguente
variazione del profilo demografico del segmento in cui sono
classificati, la ricerca prevede che gli utenti business iperconnessi
raggiungeranno la quota del 40% nei prossimi cinque anni. Secondo i
ricercatori è giunta l'ora per il management corporate e It di
riesaminare gli investimenti tecnologici e le strategie di business
facendo leva da un lato su nuovi strumenti quali ad esempio le
comunicazioni unificate, e dall'altro sull'impegno teso a modificare
le policy del personale, le direttive di sicurezza e i processi di
business. Questa evoluzione verso livelli di connettività sempre
maggiori avrà un impatto sostanziale sulle imprese creando nuove
sfide nella gestione di questi strumenti di connettività, erogando
allo stesso tempo le informazioni in maniera sicura e affidabile e
garantendo che tale connettività sia produttiva.
Secondo le ultime analisi di Abi Research
oggi un cellulare su dieci è uno smartphone ma le previsioni da qui a
cinque anni sono molto diverse, pari a uno su tre. Secondo Npd Group
il numero di smartphone venduti nell'ultimo anno negli Usa è
cresciuto del 10%, a fronte di un declino delle vendite dei cellulari
pari al 22%. In pratica oggi il 17% del mercato Usa è smartphone.A
livello mondiale, il successo di questo dispositivo è chiaro,
coniugando le esigenze di comunicazione con quelle di elaborazione, il
tutto in un formato ergonomico e con tutta una pletora di servizi di
contorno che sempre più provider offrono come valore aggiunto. I dati
parlano chiaro: se nel 2007 la quota di smartphone venduti sul totale
dei cellulari è stata del 10%, per un valore complessivo pari a dagli
8 milioni, nel 2013 sarà del 31% con una movimentazione pari a 120
milioni. Abi Research conferma Nokia in testa alla classifica dei
produttori, con un numero di 40 milioni di terminali venduti per una
quota che è salita al 39,9%, a cui fanno seguito Samsung, Lg
Electronics, SonyEricsson e Motorola, che ha conquistato l'8,5% del
mercato grazie allo smartphone Ming venduto in Cina, mosso da un
sistema operativo basato su Linux e in arrivo in Italia entro
l'estate. L'analisi affronta anche le piattaforme operative di
riferimento illustrando come il dominio di Symbian e Nokia sarà messo
in discussione da Windows Mobile, che nel 2007 è cresciuto del 125%,
e da Linux, che al momento è utilizzato soprattutto dai mercati
asiatici. Gli esperti stimano che per il 2012 Windows Mobile e Linux
arriveranno a erodere una notevole quota al leader di mercato portando
Nokia sotto il 50%, a circa il 46%. Secondo Abi Research la chiave del
successo dei cellulari con sistema operativo aperto risiede nelle
dimensioni, nella linea e nel sistema operativo che, grazie a
un'ottima interfaccia utente, rende l'utilizzo semplice anche per le
persone tecnicamente meno preparate. Linux, secondo lo studio,
riuscirà ad accaparrarsi, nei prossimi cinque anni, almeno il 20 %
dei dispositivi, che funzioneranno attraverso tale piattaforma.
Prima ci siamo abituati a lavorare con i
computer, poi a comunicare sempre e ovunque tramite cellulare, il
terzo passo della nostra evoluzione è stato quello di diventare
mobile worker grazie a Pda e smartphone. Insomma oggi, che siamo
diventati un mercato maturo, possiamo chiedere e la domanda verrà
declinata in sempre nuovi prodotti e servizi da parte dei fornitori
sempre attenti a raccogliere i trend e le sfide del business. Un
esempio? Secondo un'indagine presentata in questi giorni da Sita,
società che si occupa dello sviluppo e della fornitura di soluzioni
It per il trasporto aereo, la tendenza a utilizzare sistemi fai da te
e addirittura dispositivi mobili per tutte le procedure di acquisto e
accettazione è destinata a farsi sempre più marcata. Le previsioni
degli analisti sono che entro il 2009 il 76% delle compagnie aeree
offrirà ai propri passeggeri la possibilità di effettuare il
check-in tramite cellulare, Pda o smartphone. Un cambiamento sensibile
che sembra incontrare il favore dei viaggiatori: già oggi l'82% dei
passeggeri si dichiara infatti pronto ad utilizzare i chioschi self
service per stampare la propria carta d'imbarco e l'etichetta per i
bagagli, controllare la documentazione di viaggio, cambiare la
prenotazione online. Il 42% degli intervistati sono pronti a
rivolgersi al chiosco self service anche per denunciare lo smarrimento
dei bagagli, senza passare per il più tradizionale sportello di
assistenza clienti. In questo sendo il mobile è una vera commodity.
Nell'ambito della teoria dei circuiti, un
memristor (in italiano: memristore, unione di memoria e resistore) è
un elemento circuitale teorizzato nei primi anni '70 dal professore
Leon Chua dell'Università di Berkeley, in un articolo pubblicato su
IEEE Transactions on Circuit Theory. Rimasto un dispositivo teorico
per 37 anni senza che ne fosse realizzato un prototipo, oggi i
laboratori di ricerca e sviluppo HP hanno concretizzato l'ipotesi
attraverso la realizzazione di un modello che consente di creare
memorie che non perdono i dati una volta tolta l'alimentazione.
Partendo da un composto di due strati di biossido di titanio
attraverso cui è stata fatta passare corrente elettrica, i
ricercatori di Palo Alto sono riusciti a realizzare un memristor che
inaugura l'era dell'elettronica su nanoscala, riuscendo a compattare
100 Gigabit di capacità su un singolo chip. Si tratta di un salto
tecnologico enorme, se confrontato con i 16 Gigabit disponibili sulle
memorie flash attualmente esistenti. Integrati sui chip, dunque, i
memristor funzionerebbero come una memoria flash, cioè non perdendo
il contenuto quando si spegne il computer, richiedendo meno silicio e
consumando meno energia. L'unico neo è la velocità, che secondo i
ricercatori per ora è di dieci volte inferiore a quella delle attuali
Dram, memorie non in grado, però, di conservare i dati senza
alimentazione. Secondo gli esperti, il memristor permetterà di creare
computer con funzioni molto evolute di riconoscimento della capacità
visiva. Le nuove equipaggiate con i nuovi nanocircuiti, sarebbero in
grado di riconoscere volti e oggetti, imparare e associare eventi
passati, apprendendo dall'esperienza e prendendo decisioni.
Uno dei perni tecnologici delle
soluzioni mobile sono le Memory card, la cui importanza si evince
anche dai numeri di mercato. L'anno scorso, infatti, il comparto ha
generato un giro di affari pari a 7 miliardi di dollari che
confrontato con i 5 miliardi del mercato telefonico fisso e mobile
la dice lunga sul valore della soluzione. Gli esperti tematizzano
l'importanza strategica delle schede di memoria mettendo sul banco
alcune considerazioni sigificative: le capacità delle Memory card
sono inversamente proporzionali al prezzo come confermano gli studi
effettuati da ABI Research per cui all'aumentare della memoria e
crollano i prezzi. Non a caso, le aziende più importanti in questo
settore sono aziende esterne al mondo della telefonia, come Sandisk,
Transcend o Pqi mentre i colossi del settore come Nokia, Sony
Ericsson, Samsung, Texas Instruments, Micron Technology e
STMicroelectronics hanno annunciato una collaborazione al progetto
finalizzato alla realizzazione dell'Universal Flash Storage (Ufs),
una piattaforma comune di gestione delle memory card, sia per
cellulari, Pda e smartphone sia per apparecchi di elettronica di
consumo come fotocamere, videocamere, lettori e via dicendo. Secondo
i ricercatori, tutti i futuri dispositivi tecnologici avranno un
alloggiamento per una scheda di memoria, di modo che i dati
personali dell'utente possano sempre essere tenuti a portata di mano
e leggibili da diversi apparecchi. La stima finale della ricerca
effettuata da Abi Research è inerente al fatturato che gli
accessori per cellulari genereranno entro il 2012, pari a 80
miliardi di dollari.
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