Le applicazioni mobile rivestono un ruolo sempre più strategico nei processi aziendali. PalmoSoft riesce a coniugare versatilità, efficienza e real-time nelle sue applicazioni gestendo, a seconda delle necessità dell'applicazione, comunicazioni di diverso tipo: PalmoSync e PalmOnLine.
PalmoSync è quel modulo che consente di effettuare un vero e proprio device-management, dall'aggiornamento software all'aggiornamento dei dati, sia con la trasmissione completa o di aggiornamento dei dati disponibili, gestisce i profili utente, in modo che un capo-area o un direttore vendite sia in grado di valutare e tenere sotto controllo tutti i compiti a lui demandati. Ancora, gestisce archivi semplici ma estremamente corposi (fino a 1 milione di record) con una tecnologia di compressione e ricerca creata direttamente dal team di sviluppo interno. Tutte le trasmissioni della PalmoSync vengono gestite tramite il client di comunicazione PalmoFTP multipiattaforma, non presidiato, con gestioni come il check-point-restart, che è ormai utilizzato da oltre 5.000 utenti sul territorio Europeo.
PalmOnLine è invece l'ultimo stadio della comunicazione online, in grado di gestire database remoti per una consultazione diretta dei dati presenti nel gestionale aziendale in completa sicurezza.Ad esempio, nella gestione di un team per la gestione pulizia di alberghi, unito a una procedura web di visualizzazione, è in grado di elaborare la pulizia di ogni singola stanza, con l'aggiunta dei prodotti e dei servizi effettuati per una successiva fatturazione.O ancora, permette agli agenti di valutare la disponibilità i tempi e gli stati di lavorazione per i propri prodotti o addirittura le singole commesse dei propri clienti. In questo modo sarà direttamente l'agente (che ha ricevuto l'input dal cliente) a valutare la situazione ed a poter dare risposta al quesito, semplicemente consultando l'applicazione sul proprio telefono, senza dover necessariamente passare l'incombenza all'azienda per la consultazione a terminale. Questi tempi si traducono necessariamente in costi occulti che l'azienda può tagliare con notevoli ritorni economici.
Sarebbe interessante avere uno smartphone che all'accensione ci proponga la scelta del sistema operativo da utilizzare.
Il Dual Boot Android e Windows Mobile sarà presto possibile grazie ad un applicazione gratuita: Gen.Y DualBOOT. Per potere utilizzare questo programma bisogna predisporre il proprio palmare con Windows Mobile (6.1 o 6.5) sbloccandolo, ed installando la versione non ufficiale di Google, XANDROID. L'applicativo è compatibile solo con schermi VGA, ma la compatibilità con i display WVGA arriverà a breve.
I possessori di smartphone con sistema operativo Maemo potranno ora godere della prima official release di Firefox Mobile "Fennec" 1.0, che per quanto abbia perso il supporto a flash, per motivi prestazionali, permette comunque di beneficiare di YouTube, grazie alla filosofia espandibile a plug-in, ma ciò non esclude che una release futura reinserisca questa funzionalità.
Il punto di forza di Firefox risiede proprio nei plug-in, e sul sito ufficiale di Fennec ne esistono già più di 40 dedicati.
Grazie alla funzionalità Weave Sync è possibile condividere cronologia, segnalibri, password e schede tra computer e cellulare, facilitando l'accesso alle risorse usate più di frequente, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.
Gli smartphone supportati per ora sono soltanto quelli basati sulla piattaforma Maemo di Nokia; in particolare, il modello d'elezione è il Nokia N900. Mozilla ammette che Firefox funziona anche su altri modelli della casa, ma, a causa delle minore potenza, Mozilla stessa sconsiglia di usare Firefox, a costo di sopportare un sensibile degrado delle prestazioni.
Parallelamente si sta attivamente lavorando allo sviluppo di una versione di Firefox anche per gli smartphones dotati di Windows Mobile (attualmente in Alpha 3) e prevede di dare supporto anche alle piattaforme Android, anche se si è ancora nella fase iniziale.
Non esiste invece alcun piano per portare Firefox su BlackBerry, Symbian ed iPhone.
I cellulari di ultima generazione, una delle poche note positive del mercato tecnologico dell'anno appena concluso, hanno contribuito all'ampliamento del giro d'affari del mobile advertising in Italia. Secondo l'Osservatorio Mobile Marketing & Service, nel 2009 questo dato è cresciuto mediamente del 20% fino a 32 milioni di euro. Il dato è in controtendenza con la contrazione degli investimenti pubblicitari sui media tradizionali (meno 20% nello scorso anno). Tra i settori più attivi nella promozione mobile vi sono quelli dell'intrattenimento, dell'editoria/media e dell'abbigliamento. Applicazioni apposite ed una maggiore diffusione delle connessioni web da cellulare hanno dato il via allo sviluppo di servizi promozionali percepiti come poco invasivi, a volte considerati anche utili, come prenotazioni, info, pagamenti rapidi, che diventano d'aiuto al cliente.
Si chiama P88 l'iPad made in china, inventato e commercializzato dall'anno scorso dalla Shenzen Great Loong Brother Industrial, un'azienda con sede nell'area meridionale della Cina già nota per la produzione di cellulari spudoratamente simili all'iPhone, chiamati "bandit phone" o "shenzai".
Tramite un portavoce, l'azienda cinese ha fatto sapere per telefono ai colleghi dell'IDG News Service che non esclude di agire legalmente nei confronti di Apple.
E in effetti, il P88 ha una taglia molto simile all'iPad, anche se il peso è leggermente superiore ed ha un'autonomia molto inferiore (la batteria dura 1 ora, contro le 10 promesse dall'iPad). Entrambi i prodotti, però, adottano uno schermo touchScreen con una cornice nera molto simile, oltretutto i display hanno dimensioni sostanzialmente sovrapponibili: 9,7 l'iPad e 10,2 pollici il P88. Il portavoce ha confermato che il prodotto sarebbe in vendita anche negli Stati Uniti ma si è rifiutato di dire presso quale outlet.
Apple da parte sua non ha voluto fare dichiarazioni in proposito.
Durante la presentazione ufficiale dell'iPad, Apple non ha mai confermato che il prodotto sarebbe stato commercializzato in Cina, ma a quanto pare canali di vendita non autorizzati si sono già attrezzati per vendere il tablet.
Si tratterebbe della seconda causa legale sollevata dalla presentazione dell'iPad. La Fujitsu, infatti, ha già rivendicato l'invenzione del nome, ed ora la questione è in mano agli avvocati.
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