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Con la partnership PalmoSoft e Weblink potranno offrire ai propri clienti i prodotti integrati di raccolta ordini, CRM e cataloghi sulle nuove tecnologie iPad e Android.
Recentemente PalmoSoft ha fatto un passo in avanti nell'integrazione della propria soluzione orientata alla forza vendita: è stato sottoscritto un accordo con Weblink, società che opera nell'ambito web and graphics.
L'accordo prevede l'integrazione di PalmoAgenti con il catalogo elettronico realizzato da Weblink, il tutto per fornire uno strumento sempre più completo alle aziende che vorranno dotare la forza vendita di uno strumento completo e flessibile.
"Entrambi gli strumenti sono in continua evoluzione," spiega Moretti "per fornire un approccio sempre più dinamico e innovativo a chi utilizza PalmoAgenti. Gli agenti potranno sempre essere informati di tutto quello che riguarda i prodotti, le scorte, le promozioni e le novità presentate dalla casa madre, mentre il catalogo sarà utile per mostrare ai clienti le novità oltre alle schede tecniche dei nuovi prodotti."
"L'incontro Weblink e PalmoSoft", prosegue Speziali, "ha permesso una perfetta integrazione tra le due soluzioni. Il fatto di poter unire il know-how maturato da entrambi permette alle due soluzioni di fornire alle aziende un prodotto competitivo, perfettamente integrato alle esigenze di chi sceglie di dotarsi di tale strumento. Il nostro catalogo è altamente customizzabile e permette di mostrare schede tecniche e immagini come se si sfogliasse un libro, oltre ad essere personalizzabile in ogni sua parte, il tutto partendo dai pdf presenti negli archivi aziendali."
L'intera soluzione si presenza pratica e leggera per garantire una perfetta ergonomia con il lavoro della forza vendita, oltre ad essere altamente prestazionale nell'invio degli ordini alla casa madre, senza tralasciare la possibilità di inviare in tempo immediato la copia commissione al cliente stesso.
Rumors dello scorso luglio indicavano il sorpasso di Apple nei confronti di Nokia per la vendita di smartphone. Oggi DigiTimes pubblica un report di previsioni di vendita di iPhone: entro la fine del 2011 raggiungerà la cifra di 86,4 milioni di unità, portando al sorpasso nei confronti di Nokia che fino all'inizio dell'anno aveva un volume di vendite doppio rispetto alla casa di Cupertino.
Le vendite del melafonino sono proiettate verso una crescita dell'82% rispetto ai 47,5 milioni venduti nel 2010, di contro gli smartphone Nokia sono previsti in calo dai 100 milioni del 2010, a circa 74,4 milioni di quest'anno, ha dichiarato Luca Lin, analista per il Digitimes Research.
Una forte spinta verso il sorpasso sarà data dall'arrivo della quinta generazione di iPhone, attesa da milioni di utenti. Purtroppo per Nokia i guai non sono ancora finiti: altri produttori come Samsung, Rim e HTC sono in procinto di superarla nelle vendite, erodendo così altre quote di quel mercato che, fino a poco tempo, vedeva l'azienda finlandese come leader.
Il giorno 07 settembre 2011 è stato giorno di svolta nel futuro del Wi-Fi del capoluogo ligure: alle ore 12, alla loggia dei Bianchi, la signora Marta Vincenzi ha presentato il progetto "Free Wi-Fi Genova".
L'idea è quella di mettere a disposizione tanti hot-spot a cui collegarsi con qualunque dispositivo dotato di scheda wireless, questo per far si che i genovesi possano connettersi liberamente ad internet senza fili ovunque si trovino, dalla biblioteca all'aeroporto, dalla loggio dei Bianchi alla spianata Castelletto.
Diversamente da altri progetti dello stesso tipo presentati recentemente, quest'ultimo sembra avere l'appoggio del comune e della facoltà di ingegneria dell'università genovese, dato che il professor Joy Marino è l'ideatore del progetto. Se a tutto questo si aggiunge una pagina evento su Facebook, una vidoe-intervista sul canale YouTube del comune e all'attivismo del sindaco su Twitter, sembra di assistere alla nascita di Genova 2.0.
Grazie ad un'immagine diffusa sul web siamo in grado di rispondere ad una delle domande più frequenti: quali sono i sitemi operativi più diffusi nel nostro Paese?
Dall'indagine, che raccoglie i dati da luglio 2010 a luglio 2011, emerge che Symbian è ancora saldamente al primo posto, anche se in calo dal 65,3% al 35,1%. AL secondo posto a sorpresa si piazza Android, che con un aumento del 26,3%, raggiunge una quota del 27,6% del mercato. Terzo posto per Apple e il suo iOS che incrementa le vendite dell'8,3%, attestandosi a quota 22%.
RIM a fronte di una perdita dello 0,1%, dovuta al mancato rilascio di nuovi terminali ad eccezione del Torch(uscito però alla fine del 2010), si attesta ad una quota di mercato del 5,3%, avvicinata da Samsung con BADA al 4,6%.
Scalpore per MIcrosoft che si ferma a 3,9% per Windows Mobile e all'1,5% con WIndows Phone 7.
Questo è il quadro attuale, ma le previsioni danno RIM in crescita per il rilascio di 7 nuovi terminali entro la fine del 2012.
In Italia sono in circolazione più cellulari e smartphone che abitanti: un dato che unito alla stagnazione economica potrebbe essere il punto di partenza per una rivoluzione nel mobile payment. Con questo termine si indica l'acquisto di beni o servizi, fisici e non, realizzato completamente attraverso il cellulare.
Tra poche settimane la Banca D'Italia dovrebbe emanare il provvedimento attuativo che regolamenterà i diritti e gli obblighi delle parti in materia di mobile payment, e che dovrebbe porre le basi per questo nuovo tipo di transazioni. L'adozione di questa nuova tecnologia dovrebbe portare dei benefici anche a livello statale: si calcola che dovrebbe favorire gli introiti delle casse statali in misura di 20 miliardi di euro derivanti dall'emersione del sommerso, oltre a 10 miliardi come conseguenza dell'abbattimento dei costi di gestione del contante.
Secondo gli ultimi dati crescono le esperienze di mobile payment nel nostro Paese: si passa dalle 63 del 2009 alle 65 del 2010 secondo i dati dell'Osservatorio Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano. Gli utilizzi più diffusi, senza distinzione tra Nord e Sud Italia, sono legate al pagamento della sosta, alle ricariche telefoniche, al pagamento dei trasporti ed altre applicazioni assortite, per un volume d'affari attorno ai 200 milioni di euro, per ora relegato maggiormente nelle ricariche telefoniche.
Emerge anche il dato del Mobile Commerce che raggiunge i 12 milioni di euro, grazie al contributo di oltre 20 dei primi 100 operatori nel settore, che hanno dato vita al canale Mobile. Tutto questo spinge ad una crescita del Mobile Commerce, essenzialmente per due fattori: l'aumento degli accessi ad internet in mobilità e alle tariffe flat per la navigazione cellulare, che hanno portato a 12 milioni i mobile-surfer italiani, e l'incremento dell'offerta di Mobile site e applicazioni, passati da 12 a 38 servizi.
Per inquadrare meglio il fenomeno è interessante osservare come viene vissuto all'estero e dei movimenti delle società che ne saranno protagoniste: spicca l'acquisizione di Zong, una start up fondata nel 2009 e specializzata in soluzioni software per la gestione del billing degli operatori telco, da parte di eBay.
Se Apple ha intenzione di fermare Samsung con il suo Galaxy Tab, dovrà dimostrare che il rivale ha rovinato il ritmo di vendita di iPad. La questione però non è così semplice. Il giudice federale australiano Annabelle Bennett, che ha ricevuto l'incarico di derimere la questione, sta spingendo perchè Apple riveli le sue carte. Perchè Apple possa aver ragione del concorrente, deve dimostrare dove è stata danneggiata della presenza del concorrente: per farlo dovrà produrre i numeri.
In sostanza se vorrà dimostrare di aver subito dei danni da parte di Samsung, dovrà fornire alla corte gli strumenti adeguati per vedere e misurare il danno, in modo da poter dare un confine approssimativo alle perdite che le altrui violazioni potrebbero aver causato.
Il problema è che si tratta di una strategia difficilmente attuabile: Apple sta realizzando dei numeri d'oro: iPad è il dominatore assoluto del settore dei table, con una marcia in più rispetto a tutta la concorrenza, e riuscire a dimostrare dei danni alle vendite con incrementi vicini al 200% pare difficile, se non addirittura impossibile.
Di conseguenza la corte ha richiesto i dati di vendita di Stati Uniti e Regno Unito prima di poter dare un riscontro alla questione.
La tesi di Apple è abbastanza semplice: se Samsung non avesse realizzato un prodotto così somigliante all'iPad, le vendite avrebbero potuto essere migliori. La risposta di Samsung, però è altrettanto chiara: chi vuole Android, non acquista un iPad, dunque l'impatto del Galaxy è da ritenersi nullo.
Un effetto però è già evidente: la scomparsa dei Galaxy Tab dall'IFA di Berlino: Apple è riuscita a distogliere l'attenzione dal rivale, estromettendolo da una vetrina importante e rendendo pubblico quanto i legali vorrebbero dimostrare: Samsung avrebbe violato un brevetto, e la casa di Cupertino non vuole concedere alcuno spiraglio. La difesa dell' iPad dalla concorrenza sarà a tutto campo.
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